Viaggio alla scoperta delle origini della collana

Collana copertina

Foto tratta da waitmag.com

Ornamento e bellezza, uniti all’utilità pratica. Oggi le collane sono diffusissime in ogni cultura, ma la sua presenza nelle diverse epoche nella storia non è stata sempre così evidente. Nelle prossime righe un viaggio alla scoperta delle origini del gioiello per antonomasia, la collana.

Dagli albori all’Impero Bizantino

Ciondoli e collane accompagnano l’uomo sin dall’antichità. Troviamo le prime collane già nel Paleolitico, quando i primitivi crearono dei modelli rudimentali, ma la loro funzione ornamentale la scopriamo solo successivamente, millenni dopo, nella civiltà dei Sumeri; qui, grazie a una maggiore interazione con l’ambiente e all’affinamento delle tecniche di lavorazione,  comparvero le prime collane assemblate con cura sempre maggiore, composte da pietre colorate e levigate.

tuthankhamon

Foto tratta da veja.it

Fu durante il periodo dell’antico Egitto che l’uso delle collane ebbe un’esplosione: esse erano amatissime e venivano indossate anche dagli uomini. I gioielli del tesoro di Tutankhamon, infatti, testimoniano come gli artisti dell’epoca padroneggiassero tecniche estremamente complesse, dall’intarsio alla filigrana, passando per la smaltatura. Gli Egizi utilizzavano paste vitree e ceramiche; oro, lapislazzuli, turchese, ametista, calcedonio e granato garantivano effetti cromatici straordinari che abbiamo ancora oggi la fortuna di poter vedere in alcuni musei. Il nostro viaggio ideale continua nell’antica Grecia: qui abbiamo poche testimonianze della presenza di collane nel periodo classico; decisamente più numerosi sono invece gli esemplari che ci sono giunti dal periodo ellenistico, quando la gioielleria era molto diffusa in tutta la popolazione. In Italia sono gli Etruschi a creare i gioielli più complessi: collane molto elaborate, numerosi ciondoli in oro con rappresentate diverse figure, dagli animali ai fiori. I Romani, anche per via di una legge che limitava l’uso dell’oro, preferivano le gemme e usarono in gran quantità topazi, zaffiri, smeraldi, granati, perle e diamanti grezzi per realizzare collane coloratissime, come quelle rinvenute a Ercolano e Pompei. La linea temporale prosegue con l’Impero Bizantino. I mosaici di San Vitale, a Ravenna, testimoniano la ricchezza della gioielleria bizantina attraverso le raffigurazioni e dell’imperatrice Teodora, che indossa una ricca serie di collane. Pendenti e collane erano di gran moda: dalle catene in oro e gemme ai semplici fili di perle; diffusissimi erano, inoltre, i medaglioni d’oro.

Dal medioevo alla Rivoluzione Francese

Qualche secolo più tardi, nell’Europa medievale, con le restrizioni del tempo, le collane praticamente sparirono: la gioielleria diventò appannaggio dei re e dei nobili, con l’eccezione delle catene che reggevano le insegne delle corporazioni e degli ordini cavallereschi. Nel Rinascimento si fa strada la voglia di vivere e di abbellirsi, di abbinare i gioielli all’abbigliamento  in particolare il pendente, che era l’oggetto più in voga in quel periodo: catena e pendente da armonizzare con la figura e l’immagine della persona. Le collane diventano ora un mezzo per esprimere ringraziamento e stima, tra le nobildonne si scatena la caccia al gioiello più ricercato e la passione per il genere appare subito destinata a non esaurirsi. Molti delle collane di questo periodo andarono distrutte, ma ci restano le testimonianze artistiche dei grandi pittori dell’epoca, nei loro quadri riprodussero fedelmente i gioielli. Nella seconda metà del Cinquecento, moda e gioielleria virano decisamente allo sfarzo. Gli abiti erano sontuosi e per le collane fu un momento di grandissimo splendore. Fu in questo periodo che nacquero le parure. In tutto il secolo furono poi molto in auge i pendenti costruiti intorno a una perla barocca e le croci da appuntare all’abito o da portare al collo; queste ultime, di varia grandezza e forma, resteranno in voga anche per tutto il secolo successivo. Enrico VIII fu la testimonianza più lampante di questo amore per lo sfarzo e per i gioielli. Dopo un lungo periodo di notevole ridimensionamento dell’uso delle collane e dei gioielli in generale dovuto alla peste, verso la fine del ‘600, il veneziano Vincenzo Peruzzi inventò il taglio a brillante,  che ebbe un grande successo. Un’affermazione dovuta anche alla moda dei salotti di conversazione, dove l’illuminazione a lume di candela richiedeva gioielli luminosi e grandi. Grande successo riscossero in quel periodo anche le collane a rivière, formate da una fila di pietre incassate una accanto all’altra. Con la Rivoluzione Francese, però, sparì qualsiasi traccia di lusso: si diffuse addirittura il costume di adornare il collo con un nastrino rosso, simbolo della ghigliottina. Una volta passata l’ondata rivoluzionaria, le prime collane a tornare furono i sautoir, poi ricomparvero le parure, i gioielli con diamanti e le collane a rivière.

Dal diciannovesimo secolo a oggi

Il diciannovesimo secolo fu caratterizzato dall’alternarsi da una varietà di stili. All’inizio del secolo, ad esempio, tornarono di moda i cammei, ma anni dopo fu la famiglia Castellani creò il cosiddetto stile archeologico, riproducendo con tecniche originarie splendidi gioielli in stile antico e classico. Un’altra grande tendenza si sviluppò nel Regno Unito dopo il 1861: in quell’anno la regina Vittoria, grande amante dei gioielli, rimase vedova e lanciò la moda dei gioielli da lutto, inizialmente neri in giaietto e, in un secondo tempo, in vetro o smalto nero. Questa moda dilagò fino ad arrivare al macabro: in alcuni medaglioni portati come ciondolo si conservavano addirittura le ciocche dei defunti. La fine dell’800 vide protagonisti la rivoluzione industriale e cambiamenti radicali nell’economia e nella società: moda e costume si adeguarono ai ritmi più veloci della vita moderna. Per la prima volta all’Exposition Universelle di Parigi lo stile europeo incontrò quello di oltreoceano: nacquero nuovi criteri estetici, nacque l’Art Nuveau. Nonostante il periodo di transizione, però, gli aristocratici europei indossavano gioielli e collane come in passato per distinguersi dai nuovi ricchi. Dopo la fine della Prima guerra mondiale, con l’avvento dell’Art Déco, le collane, come anche altri gioielli, dovevano trasmettere un dinamismo e un rigore in linea con la moderno. Le maggiori novità arrivarono da artisti che nascevano come vetrai o pittori e usavano materiali considerati non preziosi e tanto colore. Il crollo di Wall Street del ’29, la crisi economica che ne seguì e i bellici aprirono gli Anni Trenta e portarono una ventata di sobrietà: si tornò al bianco, al contrasto cromatico, con una preferenza per le forme geometriche e rigorose.

Marilyn Monroe

Foto tratta da nndb.com

Dal secondo dopoguerra a oggi le collane hanno vissuto una continua evoluzione e una fortissima diffusione a livello globale. Negli anni Cinquanta, grazie anche all’esplosione del cinema americano e alle grandi star d’oltreoceano, come Marilyn Monroe, tornarono in auge le collane sfarzose per le grandi occasioni, di diamanti, in platino, e pietre preziose. I grandi eventi mondani di rilevanza planetaria, come il matrimonio di Grace Kelly o l’incoronazione di Elisabetta, fecero scuola; le stelle dell’opera e del cinema e dell’opera non volevano essere da meno: Maria Callas, Elisabeth Taylor e molte altre indossavano collier preziosissimi, con pietre di enorme valore. Nel decennio successivo assistiamo alla nascita della figura del designer, in grado di personalizzare le collane secondo le esigenze di chi le richiede; se da un lato la customizzazione dei pendenti inizia a far capolino, dall’altro non è affatto impossibile imbattersi in quegli anni in collane e costruite in serie, meno impegnative ma pur sempre preziose.

Al giorno d’oggi le collane, dalla più semplice alla più preziosa, sono ormai di tutti: il mercato, anche grazie al web e alla globalizzazione, offre una vastissima gamma di prodotti, nei materiali più diversi, con pietre o senza, in grado di affascinare le donne di tutte le fasce sociali.

Non è dato sapere cosa ci riserverà il futuro, ma una cosa è certa: difficilmente una donna rinuncerà al fascino e all’eleganza di una collana.

Cerchi una collana elegante ed unica? Eccola!

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Vincenzo Marchese

Vincenzo Marchese

Dottore in Comunicazione e Società. Dinamico e attivo, amante della tecnologia e dello sport. Copywriter e web marketer, esperto in comunicazione, marketing e organizzazione di eventi.

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