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Le gemme più preziose del pianeta: lo zaffiro

Il nostro viaggio alla scoperta delle pietre preziose più belle del pianeta continua. Dopo aver approfondito la bellezza dell’acquamarina, il valore del rubino e la magnificenza dello smeraldo, oggi andiamo a scavare nel mondo di un’altra tra le pietre più ricercate e più intriganti della gemmologia: lo zaffiro.

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DESCRIZIONE

Appartenente alla famiglia del corindone come il rubino, lo zaffiro è un ossido di alluminio che si crea per metamorfismo di contatto o regionale, il quale agisce su rocce basaltiche alcaline. Fortemente allocromatico, anch’esso ha una durezza 9 nella Scala di Mohs.
Questa gemma ha un colore blu-azzurro, che rappresenta appunto questa varietà del corindone. Questa colorazione tipica è dovuta alle inclusioni di ematite e rutilo, le quali, nel caso in cui si orientassero in modi particolari, possono fare insorgere il fenomeno dell’asterismo, molto comune in questa tipologia di pietra preziosa.
È possibile trovare lo zaffiro in natura, in particolare dove vi sono rocce metamorfiche derivanti da rifusione di un micascisto, di una quarzite o di un calcare, nonchè in magmi poveri di silice e nei loro rispettivi depositi alluvionali. I principali giacimenti si possono trovare in Australia, nello Sri Lanka, nella Birmania e in Thailandia. In Italia troviamo piccoli cristalli di zaffiro solo nella calcite del Terminillo.
Un‘altra peculiarità tecnica di questa pietra è che dal 1902 è possibile produrre cristalli di zaffiro sintetico; fu il chimico francese Auguste Verneuil a sviluppare un processo per fare in modo di produrre sinteticamente questa gemmo. Il vetro zaffiro,  solitamente utilizzato per realizzare lo schermo protettivo del quadrante degli orologi, è infatti costituito da zaffiro sintetico; avendo una durezza di 9 Mohs è inscalfibile: può essere rigato solo dal nitruro di boro o dal diamante.

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MITOLOGIA

Esistono diverse scuole di pensiero riguardo l’etimologia della parola zaffiro. Secondo la cultura greca, essa deriva dal termine σάπφειρος (sappheiros), ovvero “azzurro”; il popolo ellenico associava la gemma con il dio Apollo e la indossavano per consultare l’oracolo, in modo da ampliare la percezione ed espandere la propria consapevolezza psichica. La cultura ebraica invece fa cadere l’origine della parola sul termine ספיר (sappir), ossia “la cosa più bella”. I Persiani, invece, amavano definirlo lazvard, letteralmente “che ha il colore del cielo sereno”: essi ritenevano infatti che la terra fosse appoggiata su un enorme zaffiro, il cui riflesso blu dava il colore al cielo, tanto da far chiamare la pietra anche “l’occhio del cielo”. Anche per questi motivi lo zaffiro è universalmente riconosciuto come pietra che simbolizza la comprensione reciproca, la fedeltà e la lealtà.

LO ZAFFIRO IN BREVE

Classe minerale: ossidi, famiglia del corindone
Formula chimica: Al2O3 + Fe, Ti
Elemento: Acqua: (sfera delle emozioni e della femminilità)
Chakra: Quinto chakra Vishudda (“Gola”) e Sesto chakra Ajna (“Fronte o Terzo Occhio”)

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Vincenzo Marchese

Vincenzo Marchese

Dottore in Comunicazione e Società. Dinamico e attivo, amante della tecnologia e dello sport. Copywriter e web marketer, esperto in comunicazione, marketing e organizzazione di eventi.

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